Sci Alpinismo - Il Giassez è donna (...almeno per un giorno)

28 Gennaio 2015

L'abbiamo aspettata tanto, invocata, sognata, e a tratti implorata. Alla fine un po' di neve buona è arrivata. Come non cogliere l'attimo e inaugurare la stagione scialpinistica all'alba del 23 gennaio con un bel millino al monte Giassez?

Decidiamo la sera prima, io, Erika e Stefania (soprannominata "la Rouge" per tutta la giornata, visto il cambio di look); con noi anche Lunetta, il suo cane. Carichiamo la Panda di Stefy e partiamo con Lunetta sul sedile posteriore assieme a me, agitata e trepidante per la voglia di correre sulla neve.

Lasciamo l'auto sulla strada che da Bousson porta a Thures e ci prepariamo: l'aria tersa, il silenzio della montagna, la pace. Facciamo in tempo solo a pensarlo, perché improvvisamente davanti a noi si para un "fantastico" cingolato dell'esercito, con tanto di giovane militare che con fare vagamente ammiccante ci chiede: «Volete un passaggio?»

Scialpinismo Monte Giassez Uscita

Noi, infastidite dalla puzza, dal rumore e dalla presenza del cingolato che trasforma la valle di Thures per un attimo in un piccolo Afghanistan, rispondiamo con un gelido «No». Sci a spalle ci incamminiamo per la stradina che porta a Ruilles.

Mettiamo gli sci dopo due minuti, ma c'è solo neve misto ghiaia… "Al ritorno sarà divertente", penso.

Scialpinismo Monte Giassez Uscita

Da Ruilles si attraversa il ponte sul torrente girando a destra, e si inizia a salire su per il bosco. La giornata è splendida, il morale è alto e le gambe hanno voglia di riscattarsi dopo questi mesi di attesa.

Stefania per me è rapidissima come al solito, ma fra una battuta, una pausa per bere e qualche foto il tempo corre veloce. Superato il bosco raggiungiamo il pianoro, dove sentiamo dei gridolini di gioia: sono quelli lanciati da un gruppo di sciatori, portati su dall'elicottero.

Chiediamo alla loro guida informazioni: sul Giassez hanno fatto solo una discesa, quindi la montagna per oggi è nostra. Incrociamo anche un gruppo di ciaspolatori francesi e qualche snowboarder, poi nessun altro. In cima ci siamo solo noi.

Scialpinismo Monte Giassez Uscita

Mangiamo, scattiamo le foto di rito e ci prepariamo a scendere. Istantaneamente Lunetta avverte che la pausa è finita, inizia ad abbaiare e si mette a correre giù per il pendio (già durante la salita aveva inseguito un povero snowboarder, che stava scendendo da una delle cime lì intorno, standogli alle calcagna con notevole effetto comico).

La neve, un po' ventata sulla cima, poco più sotto è uno spettacolo, come raramente capita in una stagione. Nelle zone in ombra è ancora meglio, soffice, leggera: Pura powder! Erica dice che con questa neve «si gira con le orecchie!». Qualche gridolino scappa anche a noi.

Ci infiliamo nel boschetto che si fa sempre più fitto e ripido: ci metto un po' a venirne fuori, ma alla fine la discesa è divertente e mi mette alla prova. Ci ricongiungiamo alla strada e scendiamo seguendo le curve. Iniziano purtroppo i sassi, in un primo tempo poco presenti, e poi sempre più frequenti. Non ho il coraggio di guardare le solette degli sci!

Terminiamo la giornata "donna avventura" facendo un po' di chilometri di fondo, ma d'altra parte abbiamo potuto goderci talmente tanto la neve che non osiamo lamentarci. Era la prima gita della stagione e, arrivata all'auto, le gambe mi imploravano pietà. Ma oggi ho avuto esattamente quello che desideravo: neve, paesaggio stupendo, gli sci ai piedi, la compagnia di due amiche e il sorriso stampato in faccia per ore.

Scialpinismo Monte Giassez Uscita

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