Con Robi, guida escursionistica Verticalife, dopo un rapido scambio di email avevamo deciso di sfruttare il bel tempo previsto per la settimana e concederci una fuga dalla città. La nostra meta era qualunque posto in montagna non troppo lontano da Torino, per goderci una mezza giornata di natura e aria fresca.
La prima proposta di Robi fu il Rognoso, ma al mattino, quando salì in macchina in un abbigliamento "calcio-montagnino", mi disse che potevamo andare sul Civrari, e seguire l'itinerario della cresta Sud, che mi mostrò non appena superato il casello della Torino-Bardonecchia. Era proprio una linea invitante, pulita in gran parte dalla neve e che sicuramente ci avrebbe regalato delle belle vedute!
Risalita la strada per il Col del Lys e poi seguendo le indicazioni per Favella raggiungemmo il piccolo spiazzo all'ombra dei faggi dove lasciammo il pandino (1212 m.).
Messi gli scarponi, pregandoli di non straziarci i piedi, iniziammo a seguire il sentiero, che per la prima parte risaliva tra piccole pinete e ampi prati dove la neve era appena andata via.
In alcuni tratti c'erano tantissimi buchi del diametro di 3-4 cm che abbiam pensato siano stati fatti da topi... ma rimane ancora un mistero della natura!
Sbuchiamo al colle della Bassa (1498 m.) dove il panorama iniziò a farsi veramente interessante. Prima le cime "nord" della Val di Susa e poi, dopo qualche passo, sulla sinistra, il Monviso, che come sempre dà la sua benedizione ai viandanti della montagna.
Saliamo verso un altro colle, quando all'improvviso dei bei camosci pasciuti dal pelo folto iniziano a correre sopra di noi, fermandosi ogni tanto a guardarci prima di riprendere le loro folli discese e salite. Che spettacolo!
Arriviamo a quest'altro colle e da lì si aprì la vista sulla cresta da percorrere per arrivare al Civrari.
La prima parte con un paio di tratti un po' ripidi su delle "spalle" rocciose della cresta e qualche passaggio su nevai che a quell'ora erano ben compatti.
La seconda una bella rampa finale per arrivare in cima, dove un cornicione di neve copriva in parte una delle due croci.
La vista spaziava (per le cime che conosco) dal Monviso alle Barre des Ecrins al Rocciamelone al Gran Paradiso e anche Cervino e Monte Rosa! Torino avvolta nella foschia e i laghi di Avigliana che luccicavano a fondo valle.
Il sole splendeva, la temperatura era perfetta e il panorama stupendo da qualunque lato. Spuntino di vetta (con l'immancabile miele e genepy), foto di rito, quattro chiacchere svaccati in quel paradiso e poi riprendiamo la via del ritorno.
La cresta percorsa all'andata anche al ritorno è stata molto suggestiva, purtroppo la neve non teneva come prima, ma comunque i tratti da percorrerci sopra non erano ne' moltissimi ne' lunghi.
Incontriamo Gabriele, un ragazzo di Villar Dora, che si unisce a noi per il rientro, siccome anche lui avrebbe dovuto iniziare a lavorare nel pomeriggio e non avrebbe fatto in tempo a salire in cima. Lo salutiamo al Colle della Bassa, dove lui proseguì in direzione Celle, noi dall'altra parte, per raggiungere in una mezz'ora la macchina.
Una bella gita in un posto nuovo per me, che conosco poco le montagne della bassa Val di Susa, su un sentiero molto panoramico e non troppo impegnativo (anche se come al solito sono arrivato su sudato marcio). Consigliatissima in questo periodo che non fa ancora troppo caldo, considerando che la vetta è a 2234 m.
Itinerario descritto su : http://www.gulliver.it/itinerario/10014/
Poca neve sul percorso, sentiero segnato anche se da farci comunque attenzione ai bolli se non si conosce il posto.
Dopo il parcheggio, superata una casa, c'è una pietra con un bollo bianco e rosso che indica a destra il sentiero da seguire. Una volta raggiunto il secondo colle, la cresta è molto evidente e facile da seguire.
Salita in circa 2 ore e 15 minuti, discesa in poco meno di 1 ora e mezza.
Consigliati scarponi perchè nei pezzi di neve si può sprofondare e non sai dove ti finisce la caviglia! E partenza presto per trovare neve compatta!
Testo di Giorgio Basile, Verticalife
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