So che esistono collezionisti di ogni tipo, a mio parere si potrebbero dividere in "statici", che amano raccogliere l'oggetto della propria passione a casa propria, o su un libro (come i francobolli) e "dinamici", coloro che non possono imprigionare i propri desideri e sono costretti a muoversi per fargli visita, non appena possono.
Sicuramente più faticoso.. e stimolante! Ma il viaggiatore cosa può collezionare? Non certo tutta la terra.. Ci proverò ma mi sa che ci vogliono 10 vite per poter ammirare il mondo intero! Beh si può cercare di collezionare quelle che sono considerate le 7 Meraviglie del Mondo, più tutte quelle che sono in attesa di entrare in classifica - mi hanno detto che può variare nel corso degli anni.. Sarà vero? E allora se siete alla ricerca di questo, viaggiate da Cuzco a San Pedro di Atacama passando per la Bolivia, conquisterete una bella tripletta e assisterete ad altri show della natura difficili da dimenticare!
È la vigilia di Natale e piove.. Non l'avrei detto, per entrambe le cose! Ma fuori le nubi si arrampicano su per le ripide vette boscose, caratterizzando il paesaggio in un modo un po' tetro, ma stupendo.. Penso alla mia famiglia così lontana e così legata alle tradizioni natalizie, so che sono un po' qua e un po' la insieme a loro.. Ecco fatto mi sono perfettamente ambientato!
Sono le 6 e senza colazione saltiamo al volo sul microbus che ci porta alla stazione idroelettrica, ultimo avamposto carrozzabile, poi o treno o piedi.. Secondo voi? Si va a piedi! 15km ci separano da Aguas Caliente, famosa meta turistica perché rappresenta la base di partenza per salire il Machu Picchu. La strada è in piano e la si percorre praticamente sui binari del treno (e quando passa bisogna far bene attenzione a spostarsi) con a fianco un turbolentissimo torrente, carico di fango e acqua caduta durante la notte. La pioggia è leggera come gli zaini che in parte abbiamo svuotato a Cuzco, e la camminata è veramente piacevole, 2h e 30 circa, osservando cascate, rapide, selva fitta e pareti di roccia verticali. Solo qualche simpatico cagnolino ci accompagna!
Poco dopo il ponte di accesso al Machu Picchu troviamo il camping e sistemiamo la roba, ha smesso di piovere ma sfruttiamo una tettoia per maggior sicurezza.. Anche qua non c'è nessuno! Lo schema devia-turismo-di-massa sta funzionando!
Dopo altri 20 min di sterrato giungiamo ad Aguas Caliente, come Cipu l'ha definita, la Courmayeur del Perù, carina ma super turistica (e cara). Siamo affamati ma riusciamo, grazie alle settimane di esperienza, a scovare un mercato al coperto dove mangia la gente locale.. 7sol x un menù completo!
Mentre ci riposiamo in un bar con wifi bevendo mate di coca, esce addirittura un po' di sole, non perdiamo tempo, saliamo al Potocusi! Ci era stato consigliato da una coppia di argentini e non ci hanno deluso! È una vetta panoramica che si raggiunge con un'ora e mezza di salita esposta a tratti adrenalinica, su gradini in pietra in mezzo alla selva e lunghe scalette in pioli di legno stile Indiana Jones.
Solo in cima incontriamo un'altro avventuriero (tra l'altro italiano) e ci fermiamo per più di un'ora ad ammirare il Machu Picchu tra sole e nubi, proprio di fronte a noi.. Woww!!!
Scendiamo perché ricomincia a piovere, compriamo colazione e merenda per il giorno dopo, facciamo un giretto nel mercato artigianale, andiamo a far cena al "solito posto" e ormai bagnati fradici ritorniamo al campeggio.
La tenda fortunatamente resiste.. Possiamo dormire all'asciutto!

Ore 4.15, buon Natale! Piove.. Chissenefrega.. Colazione chiusi in tenda sgomitando, organizzazione dello zaino e alle 5.15 abbiamo già passato il controllo ticket al ponte di accesso. Coerenti ai nostri ideali scegliamo il sentiero pedonabile invece del servizio navetta. Chiaro che qua è impossibile essere soli, ma la salita di un'oretta su migliaia di gradini è stata addirittura emozionante, consapevoli di quello che ci stava aspettando! Il cielo si apre e siamo all'ingresso, l'alba e la relativamente poca gente non mi fa sentire troppo una pecora in coda.. Si entra.. È ENORME!
Generalmente non sono un amante delle opere umane, prediligo quelle naturali, ma questo è davvero fico!!! O meglio ardito, come avranno fatto a tirare su tutta questa pietra, che voglia! E poi è proprio come vorrei casa mia, in cima a un ripido colle con una vista che fa venire le vertigini!
Sicuro era un popolo dalla predisposizione alpinistica! Avevo paura di sentirmi troppo turista ma qua di spazio ce n'è per tutti e tra l'altro - anche se estremamente curato e preservato - con zero norme di sicurezza, se scivolassi giù da questo sentierino arroccato potrei farmi un volo di centinaia di metri.. Mi piace! Facciamo su e giù su un numero incalcolabile di gradoni e gradini e per 5 ore ci perdiamo nella scoperta di questa Meraviglia del Mondo.. Chissà come vivevano qua ai tempi di massimo splendore? Chissà com'era quando all'inizio del secolo l'anno scoperta quasi completamente intatta, solo inglobata dalla giungla? Ci bastano le poche informazioni della lonely planet per farci sognare, noi superficiali amanti della storia.
Alle 11 siamo sulla via di ritorno, Sara scende alla "prima finisce e meglio è" sarà stufa di gradini, un po' la capisco!
Torniamo in campeggio, doccia fredda ma piacevole, sistemiamo il tutto e andiamo a sfamarci in mezzo alla gente locale, ormai fidelizzatissimi dal nostro banco preferito. Alle 2.30, dopo aver litigato con il servizio vendita biglietti per i treni locali (che mi vieta l'acquisto) siamo costretti al ritorno asciuga-turisti. 45$ per un'ora e mezza fino ad Ollantaytambo.. Sto male ancora adesso! Da li pulmino fino a Cuzco e per le 7 siamo di ritorno all'America hostel.. Di sicuro un viaggio più veloce! Cena natalizia (grazie papà di Lore) alla Cuzquenita, buffet eccezionale, con l'occhio mezzo addormentato e si va a svenire in albergo.
Non ci piace perdere tempo e alle 8.30 siamo già su un super bus per Puno, 7 ore di viaggio con panorami eccezionali! Altopiani ad oltre 3000m di quota con pascoli verdi, laghi e nevi perenni sulle cime.
All'entrata Puno si presenta con una spettacolare vista sul un vero e proprio mare a 3900m, il lago Titicaca! Ma attraversandola con il bus verso il terminal percepiamo la solita ansia da città grossa e caotica.. E se già oggi provassimo ad attraversare il confine? Beh qua ci siamo presi la prima fregatura da viaggiatori pivelli, ci facciamo intortare da un agente di viaggio locale (io l'avevo detto che non mi piaceva la sua faccia). Per soli 20sol ci promette l'arrivo in serata a Copacabana.
Accettiamo, paghiamo e ci sbologna su di un niente di più che il solito microbus pieno solo di "titicachiani". Sento puzza di fregatura, o meglio era esattamente il giro che avevo intenzione di fare io ma per questo non avevo certo bisogno di appoggiarmi a qualcuno! Parlando con i nostri compagni di viaggio (gente un po' strana da queste parti.. Sarà la quota!) capisco che il tizio ci ha fatto un bel ricarico di 35sol=10€ per averci accompagnato alla stazione locale dei bus.
Se state pensando che è poco, immaginate che con quei soldi potevo mangiare 7menù completi! E inoltre il bus, il cui autista era all'oscuro di tutto, ci scarica a Yunguyo ultimo paese prima del confine, alle 19.30, troppo tardi per oltrepassarlo! Cmq io mi ricordo la faccia di quel tizio e non è detto che prima o poi ripassi da quelle parti.. Fatto sta che ci troviamo un posto per dormire in questo pueblito per niente abituato ai turisti, fortunatamente economico, e ci gustiamo la cena più low cost del Perù, 4sol.

Giro al mercato di Yunguyo alla ricerca di un buon desajuno, e dopo aver ricevuto più volte la risposta "no da queste parti non si fanno caffè o the" capiamo di essere delle vere mosche bianche! Ma ci sediamo al banco di un tizio che, gentilissimo, ci prepara il suo "special", un succo di frutta fresca, frutta secca e latte che insieme a un pan y uevo, sono una libidine di sapori!
Con un simpatico moto taxi si va al confine, sbrighiamo le pratiche più facilmente che pagare una bolletta al tabaccaio (tra l'altro tutto gratis) e.. Siamo in Bolivia! 15min di bus collettivo ed ecco Copacabana, minuscola città sull'enorme lago, che per come si presenta la sua via principale, è chiaro che è abituata ad accogliere orde di turisti! Ma nonostante tutto è carina e tranquilla.. La sua principale attrazione penso che sia offrire il collegamento più corto con l'Isla del Sol, che con i suoi 12km2 è la più grande di tutto il lago.
Allora che aspettiamo? Selezioniamo la roba giusta e prendiamo il traghetto delle 13.30! Dopo 2h di navigazione in questo lago gigantesco approdiamo sull'isola, l'accoglienza non è delle più gradevoli, veniamo abbordati in continuazione dai locali che vogliono proporti hotel, cene e artigiananzia oltre che l'obbligatoria quota d'entrata!
Fortuna che siamo ben organizzati.. C'è la tenda! Saliamo sulla lunga scalinata inca superiamo il paesino e poi ancora fino alla dorsale di quest'isola montuosa, la frequenza cardiaca aumenta in un attimo.. Si sente che siamo sopra i 4000m! Da qua proseguiamo in un lunga e panoramicissima camminata verso sud, che bello! Chissà quali sono quelle giganti vette innevate poco oltre la linea costiera! Dopo circa 8km siamo dalla parte opposta dell'isola, dove una spiaggia ed un tranquillo paesino ci attendono: ceniamo, montiamo la tenda in riva al lago sulla sabbia e alle 20.30 siamo già a dormire!

Uff.. Piove.. L'idea di rilassarci qua in riva al lago più alto e grande della Terra non è più così attraente, chiusi dentro la tenda.. Alle 8.30 un barca ci riporta verso la costa boliviana mentre progettiamo il da farsi. Come veri esperti in un attimo siamo già sul bus più economico per La Paz, la capitale più alta al mondo, 3600m. 3 ore di strada scorrevole e particolare (in un punto siamo dovuti scendere per far navigare il bus su un chiatta al di la di un braccio del lago) e poi ci siamo imbottigliati nel bordello consueto di una grande città. Se poi la città è sud americana dovreste immaginarla molto più grande e con molto più bordello.. Neanche arrivati alla stazione dei bus che è già idea comune schinare il prima possibile verso il nuovo obiettivo: Uyuni.
In città prendiamo informazioni e prenotiamo il bus locale, facciamo quattro passi nel centro mentre andiamo alla ricerca dei viveri per il viaggio.. Non mi dice nulla.. Però al tramonto, mentre con il bus (questa volta fa veramente schifo) ci dirigiamo verso sud, capisco la bellezza di questa città: è rinchiusa come in un cratere tra vette e ghiacciai splendidi sopra i 6000m.. Penso un po' alla mia Torino..

Per la prima volta un bus puntuale, 12 ore esatte e alle 7 del mattino siamo ad Uyuni, di nuovo in mezzo al nulla del deserto, chissà come facevano a vivere da ste parti prima che il suo famoso salario, il più grande al mondo, venisse scoperto dalle masse del turismo.
Il nostro interesse è appunto rivolto a questo e alla laguna colorada (consigliatissima dalla mamma di Lore), per poi farci scaricare alle pendici del vulcano Licancabur per provarne la salita.. Organizzare il tutto non è così semplice o meglio non così economico come pensavo - la Bolivia non è più così economica rispetto alle altre nazioni del sud America. Bisogna infatti affidarsi ad un tour organizzato o affittare un 4x4, ancora più caro! Ormai siamo qui, mica possiamo tornare indietro.. E quindi scegliamo la prima ipotesi e anche dopo aver chiesto qua e la alle varie agenzie capiamo che il prezzo è fisso e non si può contrattare. 800bolivianos (quasi 110€) per tre giorni attraverso le desolate regioni di Uyuni e Potosi. Alle 11 si parte, condividiamo la jeep con una coppia di inglesi che si riveleranno simpatici compagni di viaggio.
Il tour è composto da varie attrazioni, si incomincia con il cimitero dei treni..mah.. Poi il museo del sale dove in realtà ci sono 3 statue e 100venditori di souvenir.. Ri-mah.. E finalmente l'immensità del salario!!! È così bianco che non riesco a tenere gli occhi aperti! E dove c'è acqua il cielo e la terra si confondono.. Pazzesco! Un'altra Meraviglia del Mondo! Ci saranno in giro non so quante jeep a scarrozzare in giro turisti ma è così grande che sembra di essere soli! All'orizzonte il miraggio di un pesce ci indica che stiamo arrivando all'"isla del pescado" il più grande fazzoletto di terra all'interno di questi 12000km2 di pianura salata. Giusto per farvi capire è proprio sale, come quello che si butta nell'acqua per fare la pasta!
Ci accostiamo all'isola per mangiare, è palese che la nostra guida che guida non ha voglia di lavorare ed è perfino scorbutico (si chiama Eber, se passate da quelle parti evitatelo) e ci sbatte a malavoglia nei piatti quello che aveva nella borsa frigo.
Questo riassume quello che secondo me la maggior parte dei Boliviani ha dedotto del turista, rompiballe da spremere il più possibile fregandosene del customer care!
Faccio con Sara il giro dell'isola (per entrare su sto sputacchio di terra bisogna dare altri 30B) e osserviamo cactus giganteschi, alti più di 7m e con tronchi dal diametro di 50cm.
Si riparte ed ogni tot ci si ferma nell'infinità di sale a fare foto deficienti, andiamo verso le montagne ma non le raggiungiamo mai!
Poi finalmente terra e incomincia a piovere.. Ho preso troppo sole oggi e sto un po' male.. Raggiungiamo l'hostel, fuori una schifezza, dentro spaziale, i muri sono tutti di sale, di sicuro il posto migliore in cui ci siamo fermati a dormire da quando siamo partiti!
Anche la cena è buona e abbondante e addirittura prendiamo una bottiglia di vino per festeggiare!

Non ho dormito niente.. Un mix di insolazione e enterite mi ha accompagnato durante la notte, si sale sul fuoristrada, la nostra "simpatica" guida ci avvisa che oggi faremo un sacco di km. I paesaggi aridi e sconfinati non stufano, giganti dalla punta imbiancata si alternano a colli ed altopiani con una varietà di colori che pure io che sono daltonico riesco ad apprezzare! Ci fermiamo un attimo a osservare la fumata di un vulcano di 5800m attivo. Poi verso l'ora di pranzo raggiungiamo la prima laguna, piena di fenicotteri rosa. Comici animali, col becco infilato perennemente nell'acqua salata a ravanare per cercare qualcosa da mangiare.. Mi ricordano un po' Melua! Dopo pranzo si susseguono varie lagune e strane formazioni rocciose, poi la pista inizia a salire: ci prendiamo un'attimo di pausa davanti alla "montagna dei 7 colori" a 4650m di altezza! Wow! E infine ultima tappa davanti alla Laguna Colorada, in lista per entrare ufficialmente nell'elenco "Meraviglie del Mondo" ed è veramente uno spettacolo: verde, giallo, rosso e azzurro acceso tutto insieme in uno specchio gigante di acqua salata, a vederlo sembra finto, artificiale!
Poco dopo, sempre sulle sponde della laguna si trova il nostro ostello, ma prima si devono pagare ulteriori 150B per entrare nella riserva (?!). Questa volta è bello spartano come piace a noi!
Prima di cena ci divertiamo a fare 300mt di salita per vedere come reagisce il nostro organismo a quella quota, che fatica!
La sera, seduti a tavola saremo una 40ina da tutto il mondo, si scambiano parole in tutte le lingue, è divertente e piacevole, ma la pasta che ci viene servita sicuramente non è italiana..
Ma il gran finale è stata la stellata a quella quota, non ne avevamo mai viste così tante e così luminose.. Questa è una "Meraviglia dell'Universo"!

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