Ecco il resoconto della prima settimana di viaggio, so che a casa lo aspettavano tanto, ma lo condividerò con tutti quelli che mi vogliono bene e che avranno voglia di leggere un po' sui fatti miei!
Ebbene, dopo una partenza un po' sfortunata (probabilmente avevo decantato troppo la comodità del volo che avevo trovato), un aereo cancellato, 6 ore di attesa a caselle e 9 a Madrid, siamo giunti finalmente a Lima!
La prima impressione dopo l'atterraggio non è stata delle più sconcertanti, insomma tutto il mondo è paese ed abbiamo trovato più o meno quello che mi stavo aspettando. Traffico, rumore e inquinamento degno delle più grandi capitali del sud America!
Ad accoglierci c'erano e Yvonne e sua figlia Lizeth che ci attendevano con un bel cartello bianco con la scritta nera in pennarello "Fabrizio Orsello", beh questa era una cosa che non mi era mai capitata!
Caldamente raccomandati da Rosa, la mamma del mio ex coinquilino Andy, Yvonne ci ha abbracciato e si è subito interessata di come stavamo, sicuramente non avevo una faccia tanto rilassata e ancora meno Sara, che nel frattempo aveva deciso di trascorrere le lunghe ore di viaggio con una bella febbre a 38.
Con la tipica preoccupazione materna ci ha subito elencato i pericoli tipici di una grande città.. Bene.. Lascio una mamma in Italia per trovarne subito un'altra!
Dimostrando grande maestria nella contrattazione ci ha accompagnato in taxi al Cancun, hotel economico al fianco di casa sua e ha subito colto l'occasione per invitarci a colazione. Forse è stato quello il momento in cui mi sono reso conto che erano ancora le 9 del mattino ed avevamo un bel fuso orario da smaltire! Dopo aver posato le nostre cose siamo saliti in casa della mia nuova mamma (dico così, Ma, ma non essere gelosa!) e durante un pasto abbondante di uova, formaggio, pane, burro, marmellata e thè siamo stati presentati al resto della famiglia (altri 2 figli, il marito e una sorella) e abbiamo concluso così il processo di adozione!
Ma come sono ospitali questi peruviani, fino a 2 ore prima per loro non ero nessuno ed ora discorrevamo con il mio fantastico itagnolo come se fossi rientrato in patria dopo decenni, insomma una bella accoglienza! Dopodiché siamo svenuti dalla stanchezza nella nostra cameretta d'hotel..
Per la sera primo giro a Miraflores, quartiere turistico di Lima e per la prima volta ho apprezzato e odiato la bravura nella guida e la pazzia degli autisti dei bus pubblici, i cosiddetti micro. Da quello che ho capito guadagnano in base ai passaggi che danno (molto economici, in media tra 1 e 2 sol) e ce ne sono una miriade, tanto che sono in eterna competizione tra loro per rubarsi la pole position al semaforo e quindi raggiungere per primi il cliente successivo!
Ad aspettarci al café Café c'era Enrique, altro peruviano consigliato da amici in Italia.. Certo come prima presentazione non era certo delle migliori, era già bello brillo, e nel corso della serata si è ubriacato di Maracuja Sour tanto che non riusciva più a parlare! All'una eravamo già a letto a ridormire.
Ora questo è stato il primo giorno, ma se scrivo così tanto per ogni singola giornata passa la voglia a me di scrivere e a voi di leggere.. Cercherò di essere più conciso..

Mattina in giro alla ricerca del Doc, sulla spiaggia di Waikiki, un personaggio famoso da ste parti, guru del surf e possibile rifermento della seconda grande domanda: compriamo una macchina? La prima chiaramente è: da che parte andiamo?
Non c'era, in cambio ho conosciuto personaggi pittoreschi del surf limeno, tutti con una gran voglia di parlare. Non ho neanche surfato, le onde non erano un granché e l'acqua fredda e inquinata non mi attirava molto!
A proposito di freddo, certo non siamo finiti ai tropici! Anche se è estate qua il cielo è spesso coperto da nubi e se c'è del venticello è meglio mettersi la felpa!
Il pranzo ci è stato offerto da Enrique, che probabilmente sentendosi in colpa per il giorno precedente, voleva farsi perdonare, meglio per noi! Cucina semplice e gustosa, zuppa d'entrata e poi riso, pollo e purè.
Il pomeriggio l'abbiamo passato con lui in parte camminando per le vie del centro (niente di così spettacolare) ed in parte girando nel suo pickup per cercare di capire qualcosa di più di questa metropoli. Il giro è stato condito da racconti di episodi storici e aneddoti divertenti e tristi, molti incendi e terremoti segnano la memoria di questi abitanti.. Enrique si è dimostrato un ottimo anfitrione! Si dice così?!
La gitarella si è conclusa con la salita al Cerro San Cristobal, collinetta rocciosa alta 500m, dalla quale abbiamo potuto ammirare Lima.. Che ansia!!! Lo sapete che conta più di 30 distretti alcuni dei quali sono più grandi di Torino? E che a causa della povertà e della carenza di acqua si è sviluppata per lo più in largo e non in alto? Sono rimasto shoccato quando mi ha detto che verso nord proseguiva per più di 250km e verso sud per 150km.. 400km ininterrotti sulla costa di traffico, smog e stress, nulla di quello che andavo cercando, ripeto CHE ANSIA! Abbiamo deciso di fuggire, chissenefrega della macchina, adesso avremmo usato il bus, poi si vedrà!
Dopo l'ormai consueta colazione a casa Yvonne abbiamo prenotato il bus per Trujllo e poi in macchina con papà Julio abbiamo visto Lima su un bel pezzo di costa, non vedevo l'ora di andarmene! Abbiamo incontrato Cipu e Fra del Verticalife sulla strada e tutti insieme siamo andati a papparci un ottimo cheviche, pesce crudo marinato nel lime, in un posto di fiducia del peruviano. Anche questo pranzo offerto.. Mi iniziavo a sentire un po' scroccone, però.. Avete idea di quanto costa da ste parti? Praticamente come in Italia e vedevo il budget necessario al viaggio salire vertiginosamente! Per fare un esempio un cocktail in centro quasi 5€ e la benzina più di 1€ al litro! Sicuramente è perché eravamo a Lima e frequentavamo i luoghi più turistici, però ogni cosa offerta è stata mooolto apprezzata e spero di poterla rendere in Italia! Dopo un pomeriggio e sera passati a cazzeggiare io e Sara ci siamo ritrovati sul bus per il Nord. Più che bus sembrerebbe un aereo, per come è il servizio di sti giganti a 2 piani!

Dopo 9 ore passati comodamente sulle ruote, una notte risparmiata dall'hotel ci siamo ritrovati in quest'altra caotica città.. Beh e cos'è cambiato? Seppure in dimensioni ridotte non era certo questo che cercavo! Sui racconti di viaggio di un amico mi ricordo della consigliata Huanchaco, vicina meta surfistica, allora "como se llega in..?" 20 min di micro scannando e strombazzando ed eccoci qua! Bah! Chissà per quale ragione mi hanno detto di venire qua.. La nebbia da un'aria spettrale al Pacifico che si scatena sulla costa con onde giganti ma insurfabili, il mare è attivo e non c'è nessuno in acqua.
Dopo 5 minuti camminando incontriamo il primo personaggio che caratterizza i viaggi come questi, si chiama "il Canario" e, avendo un aspetto tipicamente surfista, lo fermo per chiedere info. Salta fuori che lui vive più al nord ma che conosce bene il posto grazie ai numerosi surf trip che ha fatto su tutta la costa ed ora è li per un contest di longboard che si terrà la settimana successiva. " anch'io vado sul longboard!" Gli dico e lui subito disponibilissimo "ti affitto il mio alla metà del prezzo che lo trovi da ste parti, però dovremo dividerlo durante la giornata!" Bene, penso io, altri soldi risparmiati e invece andrà diversamente.. Intanto basandoci su una fiducia instaurata da 5 min, ci facciamo accompagnare in un hospedaje (qua si chiama così) che a detta sua è un ottimo compromesso. E in effetti è proprio così! L'Indigan si trova un po' fuori da quello che può essere definito centro del paesino, ed è gestito da Santos papà di 4 figli uno dei quali è campione di surf yuniores ASP. Ci tiene a sottolineare che i suoi più che ospiti diventano più che altro figli, ed effettivamente è stato proprio così! In più unito al prezzo praticamente indonesiano (10sol a testa in una doppia) ci ha fatto sorvolare sulla mancanza degli standard di pulizia europea.. Non che per me sia una necessità..
"Ecco la mia tavola, se vuoi surfare devi andare a Chicama" dice il Canario porgendomi un gioiellino da competizione.. Wow, penso io, ancora all'oscuro di quello che mi aspettava, "fai attenzione, devo farci la gara la prox settimana" e io "tranquilo" pensando superstiziosamente tra me e me "non ho mai spezzato un long!".
Prendo la muta e santa Sara mi accompagna per altre 2 ore di bus sgangherato fino a sto posto dimenticato da Dio ma con l'onda sinistra più lunga al mondo. Arriviamo per le 14 e le condizioni del mare sono ottime, le condizioni di Fabri un po' meno.. Peccato iniziare così dopo 3 mesi di inattività surfistica.. Nn me la sono goduta al meglio! Altre 2 ore di sbattimento e ritorniamo a Huanchaco.. Dovreste vedere come si infila una tavola di 3 metri in un bus pieno di gente!
Che giornata infinita.. Buonanotte!

Sveglia presto, giretto al mercatino, posto gradevole, gente socievole e veramente economico.. Questo posto mi inizia a piacere, peccato che il mare sia ancora troppo agitato! Il Canario va a chicama, io risparmio Sara dello sbattimento e cogliamo l'occasione per un giro turistico culturale alle rovine precolombiane di Chan Chan.. I peruviani dimostrano come con il fango si possa costruire cose che rimangono in piedi per più di 500 anni! Il pomeriggio surfatina di bassa qualità nello spot più riparato di Huanchaco, davanti a semplicissime mezze-gondole di paglia lasciate ad asciugare al sole, che la gente del posto usa ancora oggi per raccogliere le reti da pesca lasciate in mare. Cena, nuovamente su consiglio del Canario, per 5 sol, con abbondante zuppa, riso, pollo, insalata e limonata! Questi sono i posti in cui penso: 10 sol per dormire e 10 per mangiare, totale 20sol = 6€ x 30= 180€ al mese.. Mancano solo le onde..

Uno sguardo al mare.. Che onde!!! Entro in acqua e finalmente, questo è surf! Ci saranno quasi 2 metri ma inizio sentirmi a mio agio nelle onde pacifiche, prima e seconda onda, ma che bella questa tavola! Terza onda, che bomba! Surfo e alla fine mi frulla come in lavatrice, torno in line up pronto a prenderne un'altra e .. Ma che è successo?! Noooo la tavola è praticamente divisa in due da una lunga crepa.. E ora come glielo dico?
E invece da grande esperto di vita si scrolla le spalle e mi risponde "asì es la vida!.. Però mi paghi la riparazione, sono più o meno 100 dollari!" Che scaschata!!! Meno male che c'è Sara che mi fa riprendere dal malumore.. Cuciniamo al Canario una carbonara tipicamente Peruviana (visto la scelta degli alimenti) per farmi ulteriormente perdonare e stringiamo amicizia con una coppia di argentini in viaggio da un anno nel Sud America e un giovane inglese che è a Huanchaco per un progetto di volontariato, tutti ospiti dell'Indigan..

Fortuna che in nome della famiglia, sapendo quello che mi era capitato, un figlio del padrone di casa si offre di darmi un'altra tavola ad un prezzo praticamente regalato per farmi prendere le ultime onde del nord del Perù! Dopodiché pranzo abbondante a 5 sol e ritorno a Trujillo, giro al hypermercato degno dei migliori centri commerciali italiani (li odio) dove per 20€ abbiamo trovato la tenda che mi peserà ulteriormente sulle spalle per le prossime settimane ( ho portato troppa roba!).
Ora sono sul bus shuttle che mi sta riportando a Lima.. Non ne ho per niente voglia, ma domani sera dobbiamo recuperare Lorenzo all'aereoporto, gli ho già detto che in quel bordello non gli concederò neanche 24 ore, abbiamo raccolto abbastanza informazioni e non vedo l'ora di visitare il sud del Perù! È per questo che ho scritto così tanto, sono in bus e mi sto annoiando, spero di non aver annoiato anche voi..
Testo e foto di: Fabrizio Orsello, Verticalife
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