Perù Exploration - Riccardo e Francesca - parte 2

08 Gennaio 2014

Ci eravamo lasciati a Macchu Picchu… beh, a dire il vero, noi siamo rimasti un bel po' ad osservarlo, per lo piu´ in silenzio.

Al nostro ritorno a Cuzco, carchi di immagini da non dimenticare, abbiamo incrociato per la seconda volta Fabrizio, Sara e Lorenzo (che nel frattempo si era aggiunto alla comitiva). Dopo una buona cena a base di pollo alla brasa ci siamo dati appuntamento al giorno seguente per salutarci definitivamente. Loro, infatti, avrebbero voltato prima verso Macho Picchu e la valle Sacra, per poi puntare diritto verso il Chile e noi, invece, ci saremmo diretti prima verso il distretto di Apurimac, sugli altopiani centro-meridionali (per mantenere una promessa fatta ad un amico ´torinese´), poi verso la costa nord del Peru’, per sconfinare in Ecuador.

Dopo una colazione con vista su Plaza de Armas in Cuzco, abbiamo preso un pullman destinazione Abancay. 5 ore di viaggio all’interno di una fornace ( questo si e’ rivelato essere il pulman) che ci hanno condotto in questa poco turística area del Peru’. Ad accoglierci Kike e Jeni, che si sono presentati con un piccolo regalino di benvenuto. Caricati gli zaini sull’automobile di Kike, siamo giunti in albergo ( di loro proprieta’). Era il 23 di dicembre e, per dirla tutta, ci sentivamo un po’ di impiccio a due giorni dal Natale. Per fortuna la famiglia di Kike e’ stata eccezionale, nell’accoglierci e nell’ospitarci, nel trattarci come amici di vecchia data che non si vedevano da tempo, nel farci sentire a casa. E cosi’ abbiamo passato il Natale con loro, la vigilia e il pranzo compresi, due delle cose piu’ típicamente familiari che esistano al mondo, e, se vogliamo, anche delle piu’ intime. Senza dimenticare il mitico 3vs3 a pallavolo del 24, che ci ha fatto sudare e divertire, e che ha fatto perdere a Francesca l’utilizzo dei gomiti e delle ginocchia … eheheh!!

Viaggio in Perù - report

Dopo tre giorni trascorsi placidamente a chiaccherare della vita di ognuno di noi, abbiamo ripreso il pulman in senso opposto, destinazione Cuzco. Abancay ci ha lasciato parecchio dentro, sicuramente ci ha fatto capire cosa significa volere bene incondizionatamente. Inizialmente perche’ un fratello lontano 10 000 km ti ha chiesto di farlo, (GRAZIE ALBERTO ndr. ) e, successivamente, perche’ si e’ buoni d’animo. Abancay e’ stato un tuffo nel passato storico di questa regione, negli anni 80 e 90, quando Sendero Luminoso creava panico e vittime per perseguire il suo scopo criminoso. E’ stata una vivida foto di che cos’e’ veramente il Peru’.

Abbiamo potuto osservare, senza giudicare, tutte le contraddizioni di un paese nel quale ovunque campeggiano slogan come "Progreso para todos" quando il progresso c’e’ solo per alcuni (nelle grandi citta’ ) e per altri no. L’unica mia speranza e’ che tutto cio’ investa il piu’ in la’ possibile tutte le comunita’ di nativi che ancora vivono seguendo dettami, regole e abitudini antiche e genuine, e che chi ha la “fortuna” di occidentalizzarsi lo faccia con parsimonia e attenzione, senza tralasciare tradizioni e ritualita’, senza vendere al diavolo la propria anima.

Viaggio in Perù - report

Il mattino seguente, un aereo Cuzco-Lima ci attendeva all’aeroporto International Alejandro Velasco Astete, (18 h di pullman erano troppe anche per me Francesca e i nostri posteriori), e in un’ora scarsa raggiungiamo Lima. Che caldo rispetto alle ultime due settimane, boccheggiamo! Cerchiamo un taxi, il piu’ onesto possibile, che ci porti al Gran Terminal Terrestre di Lima ( Plaza Norte ), da dove avremmo preso un bus destinazione Trujillo-Punta Huanchaco.

Un viaggio tendenzialmente comodo ci porta in 8 h circa a Trujillo, a meta’ della costa nord del Peru’, ancora mezz’ora e giungiamo a Huanchaco. Un sonno profondo ci attende, d’altra parte viaggiare stanca no?

Il giorno successivo ci alziamo di buona lena, desayunamos e andiamo in avanscoperta. Huanchaco non e’ grandissima, e’ una vecchia citta’ di pescatori che ancora utilizzano le vecchie caballitos de totoras o totoritas (cavallini di giunco), anche se, a dire il vero, ho la netta sensazione che oramai siano piu’ un’attrattiva turística che altro.

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L’area che si respira e’ bella, di pace e relax, dopo le due settimane che ci hanno visto impazzire come trottole per il sud del paese, ci piace assai!! Lo onde dell’oceano la stanno cambiando, ma per il momento la situazione e’ ancora piu’ che accettabile.

A proposito di onde, mi informo sul costo dell’affitto di una tavola da surf piu’ muta, 20 nuevos soles, la affitto a 15 ed entro in acqua, che freddo!! Ma io entrare in costume e licra mai? Le onde non sono le migliori della storia, ma vanno bene per oliare le mie spalle arrugginite, la mattina passo in acqua un paio d’ore, e mi diverto. Il pomeriggio resto dentro la meta’ del tempo e mi diverto tanto quanto resto in acqua. Arghhhhh!! Ma sono felice comunque, come si fa a non essere felici in posti del genere?

Viaggio in Perù - report

Il giorno seguente, a sorpresa, decidiamo di lasciare Huancaco, anche questo e’ il bello di essere nomadi senza casa ma con una voglia matta di vedere qualcosa di diverso.

Regresamos a Trujillo, capitale dell’omonima provincia. E’una citta’ che non ha mai patito la fame, fin dai tempi dei conquistadores, e si vede. Il centro storico e la plaza de armas sono incantevoli, i colori pastello sono allegri e rendono variopinta la citta’. La prima periferia invece e’ invasa dai centri commerciali (uno di loro puo’, tristemente, essere messo in competizione con i nostri piu’ moderni). Passiamo la giornata perdendoci tra le vie del centro e osservando la quotidianita’ di questa gente. Alle 22 circa prendiamo il piu’ brutto pullman della nostra storia e ci dirigiamo in direzione nord, verso Talara, punto di snodo per giungere successivamente a Lobitos e Mancora.

Viaggio in Perù - report

Talara sembra il set fotografico di un film di Bollywood, ci domandiamo se fossimo tornati in India o meno. Le case finite si contano sul palmo di una mano, la citta’ e’ sporca, l’immondizia e i sacchetti di plastica sono ovunque, sulla strada che ci porta a Lobitos ad un certo punto si vedono piu’ cani randagi che persone.

Proseguiamo sul colectivo verso Lobitos, attraversiamo il paesaggio desertico tempestato di trivelle poste all’estrazione di gas. Giungiamo a Lobitos, non c’e’ nulla, solo una lunga mezza luna di sabbia e delle belle sinistre, in acqua nessuno, o quasi. Ci piace, finalmente un posto tranquillo, dove si possono passare un paio di giorni in pace. Poi pero’ con orrore, mi ricordo di non avere prelevato. Siamo senza soldi, giusto quelli per pagare il colectivo. Dobbiamo tornare indietro, a Talara, per rimpinguare il portafoglio. Qui forse facciamo il primo errore del nostro viaggio ( se di errore si puo’parlare), non torniamo a Lobitos, ma prendiamo il primo pullman per Mancora, parafrasando la Lonely Planet, il segreto peggio custodito di tutto il Peru’.

La citta’ che ci accoglie e’ caotitica, scendiamo dal pullman e siamo letteralmente presi da assalto dai procacciatori del posto. Diciamo gentilmente di non avere bisogno di nulla, ci carichiamo gli zaini in spalla e ci dedichiamo alla ricerca di un posto dove passare la notte. E’ mezzogiorno e non si respira quasi dal caldo. Dopo circa mezz’oretta troviamo il posto che fa al caso nostro, posiamo gli zaini e ci dirigiamo verso la spiaggia. Il posto non e’ turístico, di piu’. Dopo avere percorso il viale che porta al mare capiamo perche’, la spiaggia e’ davvero bella, poco da invidiare ad alcune spiagge della nostra amata Sardegna, l’acqua anche, cerulea e calda. Tutto questo e’ piu’ eccezionale che altro in Peru’. Per finire, un point sinistro disegna onde glassy e perfette, quasi fossero quelle di un wave garden. Ora capisco perche’ e’ il segreto peggio nascosto di tutto il Peru’.

Viaggio in Perù - report

Ci mettiamo a nostro agio e affittiamo il necessario per entrare in acqua. Finalmente si surfa in licra e pantaloncini, da non credere. Due ore e mezza in acqua volano, sono felice come un bambino, anche se in realta’ c’e’ stato qualcosa che non mi ha convinto, ma l’avrei scoperto definitivamente solo il giorno successivo.

Il mattino seguente, senza perdere troppo tempo, mi catapulto in acqua, e cerco di fare il mio sporco lavoro di rematore in mezzo a tanti talenti e alle scuole di surf. Nell’arco della mattinata realizzo cosa non mi avesse convinto il giorno prima. Resto in acqua un po di piu’, e ad un certo punto conto quasi un’ottantina di persone in acqua, tutte intente a prendere l’unica sinistra che si crea. Non esistono regole, tutti droppano tutti, le scuole di surf sono le prime a farlo, anche tra di loro. Non si respira una buona aria, non e’ rilassante, decido di uscire prima che venga il malumore e di non entrare piu’ in questo spot. Il giorno successivo lo passiamo tranquilli, aspettando il capodanno. Due belle bottiglie di un rosso Sauvignon chileno ci accompagnano al count down ( che per altro qui a quanto pare non e’ in uso), dei fuochi d’artificio improvvisati sul mare fanno il resto. AUGURI!!!

Il mattino seguente partiamo per Tumbes, ultima cittadina del Peru’ a circa 30 km dal confine ecuadoregno. Dopo essere arrivati, scopriamo che essendo il primo di gennaio fanno tutti festa e non possiamo partire. Tumbes ha poco da offrire, passiamo la giornata in questa polverosa e afosissima citta’ di confine, aspettando il giorno successivo per passare la frontiera e mettere piede nel rigoglioso Ecuador!!!!

Hasta Luego!!

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