Dopo 26 ore di viaggio e una New York in versione chupito, arriviamo a Lima alle 7.00 di mattina del 12 dicembre.
Fa caldo, cerchiamo di capire come muoverci e dopo poco decidiamo di dividere il taxi che ci avrebbe portato a Miraflores con altre due persone. Lorenzo, il taxista, e ́ gentile, cordiale, ci spiega cosa fare e come farlo, ci offre un panino ed un caffè ́ alla stazione della gasolina e ci porta a destinazione.
Passiamo la giornata a Lima, pranziamo con Fabri e Sara del Verticalife (arrivati a Lima 2 giorni prima di noi ) e ci facciamo un'idea della città.
Troppo caotica, troppa gente, troppo smog. Lima si estende per oltre 400 km/q e ha circa 10 000 000 di abitanti, troppi per i nostri gusti, decidiamo di partire subito verso sud, alla volta della riserva naturale di Paracas e delle Islas Ballestas.

Il viaggio dura 4h 1/2, poco rispetto a quanto viaggeremo successivamente.
Lasciamo la caotica Lima e ci dirigiamo a sud, lungo la Panamericana. Subito il paesaggio diventa desertico, alla nostra sinistra dune infinite di sabbia non lasciano spazio ad un solo filo d'erba, alla nostra destra le onde del Pacifico si infrangono inesorabilmente sulla costa.
Il tragitto per ¨El Chaco ̈, ci porta ad attraversare Chincha e Pisco , le due città epicentro e maggiormente colpite dal devastante terremoto del 2007. Sono in ricostruzione, il paesaggio è sconcertante, le città a 6 anni dal disastro sono ancora per metà distrutte.
Intorno alle 16.00 raggiungiamo Paracas (El Chaco) e ci gustiamo il piccolo pueblo di pescatori, festeggiando con una buona bottiglia di bianco di Ica e un bicchiere di pisco (la bevanda nazionale).
La mattina seguente, per prima cosa, ci dirigiamo verso l'imbarco per le Islas Ballestas. (chiamate così ́ per la loro forma a balestra).
Solo mezz’ora di traversata ci porta in un altro mondo, niente caos, niente auto, niente uomini. Ci accolgono i pinguini, intenti a scrutare immobili il mare dall ́alto delle scogliere, oltre 5.000 specie di uccelli ci ricordano che in Perù si èaddirittura combattuto per le loro feci ( il guano qui in Perù ha creato ricchezza, povertà e guerra), i leoni marini, sornioni ed intenti a non affaticarsi troppo tra un pasto e una copulazione. Come giusto finale, ci salutano alcuni dei 300 delfini che popolano la baia di El Chaco.
Scendiamo dalla barca e saliamo su un furgoncino che ci porta a visitare la desertica riserva naturale di Paracas, uno spettacolo. Scogliere a picco sul mare e dune di sabbia gigantesche, ci fanno sentire piccoli ma fortunati, i fossili marini che qui risiedono ci fanno sentire giovani viaggiatori.

Un viaggio di oltre 14 h ci porta ad Arequipa, la seconda città del Perú, una delle città coloniali più belle dell'intero Sud America, fatta per la maggior parte di sillar, la pietra vulcanica bianca, proveniente dal padrone di casa, il Vulcano El Misti, che con i suoi 5822 m. incombe sulla città, quasi a proteggerla e a redarguirla nello stesso momento.
Arequipa è anche il punto di partenza per i trekking dei due canyon più profondi al mondo, il canyon del Cotahuasi (il più profondo) e il canion del Colca. Noi scegliamo di effettuare un trekking di due giorni nel canyon del Colca.
Il giorno dopo il nostro arrivo, la sveglia alle 3.00 di notte ci catapulta su un pulmino che in circa 5 h ci avrebbe portato a Chivay, avamposto per le partenze per la Cruz del Condor e per la partenza del trekking.
Verso le 9.30 di mattina, senza aver visto neppure un condor (in periodo di riproduzione) e dopo aver provato il mate de coca, ci incamminiamo per la discesa che ci avrebbe portato verso il nostro rifugio notturno, l'oasi di Sangalle.
Circa 1200 m. di discesa e 600 di salita mettono a dura prova le nostre gambe, ma all'arrivo, la fatica e il dolore lasciano spazio alla soddisfazione di essere giunti a destinazione.
Il giorno dopo, altri 1200 m. di dislivello ci portano a Cabanaconda, la nostra meta finale. Il canyon del Colca rimarrà ́ per sempre nei nostri cuori, e´ un posto davvero meraviglioso. Rientriamo ad Arequipa e ci prepariamo a prendere il bus notturno che ci avrebbe portato a Puno, crocevia di ogni viaggiatore che voglia visitare il lago navigabile e abitato più ́ alto al mondo, il Titicaca.

Alle 7.40 di mattina dopo un viaggio di circa 6 h partiamo alla volta delle tre isole principali del lago Titicaca (sponda peruviana ).
Le prime che ci lasciano incuriositi e interdetti sono le isole di Uros. Piccole isolette fatte di canna di bambù non più grandi di 100 mq l'una, contrastano con i pannelli fotovoltaici che gli danno energia elettrica.
La seconda isola che visitiamo è la più grande, sia per estensione che per numero di abitanti (circa 4000 ).
L'isola di Amantani sarà la nostra base notturna, il nostro papà per un giorno sarà un suo abitante che, il destino vuole, si chiama Ricardo. Ci accoglie con la sua famiglia, e ci fa vedere la nostra dimora notturna, una casetta fatta di fango e lamiere, che però si rivelerà successivamente molto confortevole.
Dopo aver fatto pranzo ci dirigiamo verso le due vette dell'isola , Pachamama e Pachatata (madre e padre terra). Le loro cime ci regalano una vista a 360 gradi sul lago, bellissima! Passiamo la notte sotto un violento temporale e al mattino, dopo la colazione, ci saluta uno stupendo doppio arcobaleno.
Ci imbarchiamo e salpiamo verso isla Taquile dove impariamo, tra le altre cose, che per non sprecare tempo ci si deve sposare tutti nello stesso giorno dell´anno (anche questa è organizzazione nativa).
Torniamo a Puno e ci spostiamo, sempre in bus, verso quella che è definita la capitale storica del Sud America, Cuzco.

Cuzco , la capitale Inca, ci accoglie con il sole e i suoi 3800 m. di quota, che si fanno sentire nonostante fossimo ormai in altura da più di una settimana. E 'una citta ́ molto bella, poco da dover aggiungere, in particolar modo ci colpisce il suo istrionico mercato San Pedro dove si può mangiare a qualsiasi ora della giornata.
Passiamo la giornata camminando e visitando, aspettando il mattino seguente, quando saremmo partiti per Macchu Picchu.
Alle 6.00 del mattino ci tiriamo letteralmente giù dal letto, ci aspettano 6 h di strada arzigogolata tra le vie della Valle Sacra, che ci porterà ai margini della foresta amazzonica, fino al paesino di Santa Teresa.
Li il nostro "comodo viaggio" termina, lasciando spazio ad oltre 2 ore di camminata verso Aguas Calientes, punto di partenza per il santuario di Machu Picchu.
Ceniamo con i nostri compagni di viaggio, andiamo a dormire mentre la notte viene rinfrescata dal puntuale temporale.
Alle 4.00 siamo in piedi e ci incamminiamo verso il sentiero, 40 minuti di salita e siamo in cima.
Ci sono tanti turisti, ma non ci importa. Passiamo i tornelli d'accesso, percorriamo gli ultimi gradini e poi WOW! Rimaniamo senza fiato.. Machu Picchu è davanti a noi!

Il nostro viaggio dopo una breve tappa nella caratteristica Abancay, procede verso la Costa Norte, prendiamo un volo da Cusco direzione Lima.
Ora ci aspettano un po' di sole, spiaggia, mare e onde per descansar da questi primi 15 giorni giorni di viaggio.
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