India - La terra del casino cosmico e della pace imperturbabile

22 Novembre 2014

"Bi-bip, bi-biiiip, muuu, biiiip, bau, bi-bip, bi-biiiiip”. Se un fumettista dovesse disegnare una città dell'India del nord, le vignette correlate ai disegni non potrebbero che riportare questi suoni: le onomatopee del casino cosmico. I documentari ce lo raccontano fin da quando siamo piccoli, ma non si può capire, fino a che non lo si vede, che davvero lì tutto, ma proprio tutto, avviene sulla strada: accanto a chi vende frutta e verdura per terra, corrono i rickshaw, poco più avanti qualcuno che ha perso un parente prossimo si fa rasare i capelli in segno di lutto mentre un cane pulcioso rovista fra i rifiuti.

Cammini ancora e un uomo barbuto vestito di arancione chiede l'elemosina, ma lo fa per scelta, perché ha abbandonato tutti i beni materiali.

Viaggiare in India: report di viaggio

Vai avanti, mentre intorno i clacson assordano e riempiono interamente lo spazio uditivo occupabile, e ti viene incontro un venditore di sari che parallelamente ti propone di tatuarti una mano con l'henné se il sari non interessa.

In mezzo a tutto questo turbine di colori, le mucche passeggiano placide e indisturbate, a volte anche in fila le une con le altre, quasi a rispettare il traffico,  altre volte bloccandolo totalmente perché in mezzo alla strada c'è un favoloso e irresistibile avanzo di cibo, che viene da una delle mille bancarelle e dei mille negozi che friggono, cuociono, mantecano, versano e bollono.
Nei vicoli mancano solo i clacson, sostituiti dallo scampanellio ingiustificato delle biciclette, che qui si esercitano preparandosi per la strada principale.

Viaggiare in India: report di viaggio

All'inizio questo casino cosmico ti assorbe e ti succhia ogni minima energia, ci si oppone e si fa di tutto per ribellarcisi, così come ci si ribella inutilmente al caldo appiccicoso e umido.
Fino a che non ci si arrende, ed è allora che si inizia a far parte di questo flusso in continuo movimento, dove miracolosamente non avvengono incidenti: nessun motorino e nessun tuc-tuc ti sale sui piedi, anche se è sempre e solo per un soffio!

E' allora che si iniziano a notare i dettagli, a osservare i volti che finora hanno osservato te. E' a quel punto che, quando si torna a casa, si può star certi si soffrirà di nostalgia.

Viaggiare in India: report di viaggio

L'India per me è stata così: terra dove tutto è meravigliosamente 'troppo', tutto è 'tanto'. Rumori e silenzi, profumi e puzze, spazi congestionati e luoghi abbandonati, inquinamento e aria purissima, luce abbagliante e nero profondo. Non ci sono vie di mezzo, così come o la si ama, l'India, o la si odia.

Sì, perché tutti quei colori finiscono per mancare davvero tanto, così come i colori delle montagne del Ladakh. Pare impossibile che luoghi tanto opposti possano essere così vicini, e per vicini si intende almeno un giorno di viaggio, si tratti di jeep, bus o treno. Pare impossibile che si stia costruendo una strada che un giorno arriverà a un passo a 5100 metri di altitudine e dove ho avuto il privilegio di arrivare con le mie gambe, lo Shingo La.

Viaggiare in India: report di viaggio

Pare altrettanto impossibile che i piccioni volino a 4mila metri, e che quando sono morenti vengano assistiti negli ultimi attimi di vita dai monaci buddisti che danno loro del succo di frutta. E' stupefacente l'accoglienza di un povero contadino di un paese a 4mila metri che ti fa entrare in casa sua quando fuori diluvia e ti prepara il riso più buono mangiato in un mese intero.

E' incredibile che l'aria possa essere così rarefatta e che al tempo stesso per i tuoi polmoni avidi di ossigeno sia l'aria più buona del mondo, fredda e pura, la stessa che, portata dal vento, consuma le bandierine di preghiera.

Tutto è sacro in India, nel bene e nel male, e tutto lascia un segno. L'India costringe a riflettere, fa rivalutare ciò che è importante... non può non scavare un solco, anche inconsapevole. Se ero in cerca di un'espressione concreta di 'Al di sopra e oltre', l'espressione con la quale io identifico la ricerca positiva dei nostri limiti, mentali e fisici, ecco... lì l'ho trovata.

Testo e foto di Elena, #verticalpeople

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