Intervista a Mauro Barberis, guida e trail runner dalle Alpi all’Himalaya

08 Agosto 2025

Mauro Barberis: il viaggio da esploratore, tra sentieri, culture e crescita personale

Oggi vi presentiamo un nuovo membro del team Verticalife, Mauro Barberis (aka Barba) che con scarpette e zaino leggero percorre lunghe distanze su sentieri alpini ed himalayani.
Ci siamo conosciuti in occasione del corso guide ambientali escursionistiche (GAE) in Piemonte tenutosi quest’anno, siamo entrati presto in sintonia parlando di Nepal, Alpi torinesi e cambi di vita orientati all’outdoor. 

Con questa piccola intervista vi introduciamo al suo mondo e ad un primo esperimento di viaggio che organizzeremo assieme.


Ciao Mauro! 

Vorremmo parlare con te dell'esperienza che hai fatto in Nepal negli scorsi anni, che ti ha portato a percorrere in solitaria il Great Himalayan Trail, un lungo percorso che percorre tutto l'Himalaya nepalese (e che hai anche voluto estendere fino in India).

 

Molti conoscono i percorsi di trekking più famosi come il Campo Base Everest e il Circuito dell'Annapurna, ma questo lungo itinerario è poco noto, in particolare la versione che hai scelto tu. 

  1. Come ne sei venuto a conoscenza, quali sono state le tue ispirazioni e cosa ti ha spinto a scegliere questo percorso?

La mia ispirazione più grande credo sia sempre stata la mia infinita curiosità per culture nuove. Poi nel concreto erano due anni che non intraprendevo più un grande viaggio ed ero un po' stressato dalla solita routine al che spronato da una mia grande compagna di viaggi mi esortò ad andare a farmi qualche corsa(visto che da due anni ero appassionato di trailrunning).
Io l'ho subito presa alla lettera e forse un po' troppo. Ma da subito nella mia testa ho cercato di capire qual era un percorso che potesse coniugare corsa e montagna le mie due grandi passioni e quindi iniziando a guardare le grandi catene montuose ho pensato quasi subito all'Himalaya per estensione.

Da lì al concretizzarsi del progetto solidale "Running for Nepal" è ancora passato un anno da quando son partito per la prima volta nel 2019.
In quell'anno mi son documentato con libri e sul web e ho scoperto l'esistenza del Great Himalaya Trail: un lungo trekking di circa 4000km attraverso tutta l'Himalaya partendo dal Pakistan arrivando fino all'India orientale.

Poi per possibilità di tempo ho iniziato a fare la parte nepalese e poi successivamente una parte indiana. Come fonti ho da subito trovato il sito e il libro di Robin Boustead ben fatto che descriveva interamente tutto il tracciato fatto da lui in più anni, oltre a una corsa epica (Running the Himalaya) dei fratelli Crane nel 1983 partiti da Darjeeling in India e arrivati in Pakistan.

 

2) Puoi descriverci qualche aneddoto in riferimento all'incontro con la popolazione locale e se hai avuto sorprese rispetto a quanto ti aspettavi prima della partenza?

Io per ogni viaggio che intraprendo non mi prefisso mai grandi aspettative particolari così da non condizionarmi troppo ed essere aperto ad ogni esperienza.
Ero già stato in Cina e in Mongolia e quindi magari mi aspettavo qualcosina di simile ma un po' più selvaggia. Il primo impatto è stato amore a prima vista: Kathmandu è una città incredibile ti ingloba subito ed ho subito capito che questi nepalesi erano brava gente e molto rispettosi del prossimo. E mi son stati subito simpatici ed in sintonia con me perché hanno un modo di fare molto pacifico e tranquillo come sono io. 

Durante i miei giri ho sempre ricevuto una grande ospitalità, e sempre senza chiedere niente: erano loro che mi ospitavano in un letto di fortuna dandomi un piatto caldo di Dal Bhat e sempre senza voler nulla in cambio.
Questo per me è una delle cose più belle che ti possano capitare, poi ovviamente ho avuto anche molti incontri con bambini e forse quelli sono i momenti che porto più nel cuore. 
 Intervista a Mauro Barberis, guida e trail runner dalle Alpi all’Himalaya

Spesso in questi trekking a lunga percorrenza si incontrano improvvisi e temporanei compagni di viaggio con cui condividere parte del sentiero, ma viste le zone remote dove ti sei spinto immagino tu abbia anche percorso diversi giorni in solitaria.

Come è stato il tuo rapporto con la solitudine e nuove compagnie durante la tua esperienza?

Io non ho mai viaggiato come dicono tanti per trovare "me stesso" perché con me stesso mi son sempre trovato bene e a mio agio e questo serve per affrontare lunghi viaggi così in solitaria.
Poi di certo inconsciamente dentro di me questi viaggi un po' mi hanno sempre cambiato e meno male😀, ma io li faccio per trovare e conoscere gli altri e le altre culture e portare magari anche qualcosa in cambio della nostra... quindi tornando alla domanda in questi due viaggi non son mai stato veramente da solo perché attraversavo molti villaggi non lontano tra di loro e con gente e bambini che si spostavano avanti ed indietro.

Sicuramente ho sempre camminato molto di più con la gente del posto ma quando passavo nelle zone più battute dai turisti ho anche fatto dei bellissimi incontri e genuini sapendo quanto di rado questi mi capitavano.

 

Da un punto di vista spirituale, come ti hanno cambiato questi viaggi in spazi aperti, selvaggi e carichi di tradizioni mistiche?

Sicuramente in questi due viaggi, soprattutto il secondo poi finito a Manali in India, la spiritualità in me è aumentata drasticamente. io non mi reputo un religioso ma quando entravo nei templi buddisti e induisti mi assorbiva una strana e buona energia spirituale.

In India, in Ladakh, ho voluto provare a fare la mia prima meditazione facendo la meditazione vipassana (10 giorni di meditazione per tutto il giorno senza possibilità di parlare e senza nessuno svago) dove alla fine di quel corso ho avuto anche l'onore di poter incontrare il Dalai Lama. Ero molto felice ed anche se l'incontro in sé è durato veramente poco mi sono rimaste impresse le sue parole a degli americani prima di me dove gli comunicava che uno dei nostri compiti più duri di oggi è di cercare di preservare l'acqua...
Quando torno in Italia un po' svanisce questa spiritualità ma ora so che un po' è dentro me e basta solo un po' di esercizio per risvegliarla oppure per far più veloce basta tornare in quei posti😀

Intervista a Mauro Barberis, guida e trail runner dalle Alpi all’Himalaya

Viaggiare permette di vedere quanto il mondo è vario e come l’uomo possa sopravvivere e vivere nelle condizioni più assurde, condividere con gli altri momenti di incontro puro e senza filtri, anche con situazioni poco confortevoli o rassicuranti attorno.
Ti riempie di meraviglia per le bellezze che la natura e l’umanità stessa offre, aprendo gli orizzonti della mente e magari scoprendo pian piano che l’altro non è poi troppo diverso da te.

Ci racconti un paio di situazioni che porti nel cuore, dove sei stato colpito dall’ospitalità e dalla cooperazione tra le te e le persone che hai incontrato?

Quando nel 2019 nel primo trekking in un paesino sperduto nel nulla arrivai stremato al pomeriggio tardo, dopo una giornata durissima senza aver pranzato, con forti temporali e grandine e con il rischio di dover dormire all'aperto con le tigri che giravano, mi offrirono subito un riparo e quasi tutto il villaggio (10 persone massimo) si preoccuparono per me perché tra l'altro arrivai, senza accorgermene, con le gambe sanguinanti causate da molte sanguisughe.
Ricorderò sempre il più vecchio del villaggio che con molta pazienza e con la classica simpatia nepalese si mise a curarmi le molte ferite che avevo ad entrambe le gambe con la cenere e funzionò. In cambio il giorno dopo regalai una mia maglietta al figlio giovane che ne fu felicissimo.

Ma forse la cosa che mi fa amare così tanto questi popoli è il fatto che le montagne sull'Himalaya sono ancora largamente popolate e vissute e vivono in condizioni veramente difficili per noi da immaginare, ma per loro normalissime e sono felici così. E questo per me è una cosa bellissima e mi viene sempre da fare il paragone a come forse erano vissute le nostre Alpi nell'800 o fine 800, un mondo che non c'è più e difficilissimo da immaginarlo qua da noi se non appunto si va in quei posti la…

 

Grazie per la condivisione di queste tue esperienze ed emozioni, sono le parti che ci piace ascoltare come se fossimo davanti al fuoco in una notte tra le montagne. 
Abbiamo parlato di viaggi, e la tua ultima modalità è stata quella del trail running a lunga percorrenza.
Trail runner non si nasce, ma pian piano se si vuole (ed il corpo lo permette) lo si diventa.

Come ti sei avvicinato alla montagna nella tua vita, quali sono stati i primi "battesimi" che ti hanno fatto scoprire la passione per l’esplorazione e quando hai iniziato a praticare il trail running?

Anche se sono sempre vissuto in collina già da piccolo con  la mia famiglia andavamo in montagna e sicuramente la passione per la montagna l'ho presa da mia padre, che mi diede fin da piccolo la libertà di camminare e correre su e giù per i sentieri.

I primi "battesimi" montani io li reputo le belle escursioni che facevo appunto con la famiglia e con i miei cugini con dormite nei rifugi. Poi pian pianino ho lasciato un po' perdere la montagna a discapito del calcio e successivamente quando ho lasciato il calcio a 16 anni dopo un infortunio, ho ripreso ad andare per sentieri con i miei amici e ad affrontare le prime vette ma senza mai arrampicare, cosa che non mi ha mai attirato molto ma ammiro molto chi lo fa.

Il trail running arriva molto tardi circa nel 2016 quando un mio amico mi parla di una gara, il "Trofeo monte Chaberton".
Anche se era da qualche anno che non ero più per niente allenato rinizio un po' a correre così per scherzo per affrontare quella gara e non vado neanche troppo male ed anche lì da quella gara fu subito amore a prima vista. Da allora cerco sempre di farne un paio all'anno. Non corro sicuramente per vincere perché ho iniziato tardi e non sono un super atleta ma corro per le belle sensazioni che mi dà la corsa in un ambiente naturale come le montagne.

Intervista a Mauro Barberis, guida e trail runner dalle Alpi all’Himalaya

Quali consigli daresti e che esperienze particolari vorresti condividere con chi sta iniziando a praticare trail running, anche senza fare gare ma solo per piacere personale?

Sicuramente partire a correre con calma e non subito su pendenze troppi impegnative soprattutto in discesa. Direi di acquisire in primis un buon stile di corsa in piano e poi pian pianino iniziare a fare le prime uscite in montagna perché sennò come tutti sappiamo si rischiano i fastidiosi infortuni. Poi più si vuole alzare il livello più ci si dovrà allenare, ma non solo nella corsa ma soprattutto in palestra per aumentare la forza fisica.
Io dico tutto ciò perché anche a me piace molto di più correre che fare palestra ma son consapevole che i piccoli infortuni derivano proprio da ciò. 

E poi io direi di lasciare, almeno per gli allenamenti, l'orologio a casa e godersi la corsa in base alle proprie sensazioni, che rimane la miglior cosa secondo me.

 

La collaborazione tra Mauro e Verticalife è iniziata con lo studio di alcuni percorsi per tour di più giorni sulle Alpi piemontesi che pubblicheremo a breve e che saranno disponibili per l’estate 2026. 

Nel frattempo abbiamo iniziato a programmare una prima partenza di gruppo il 19 Ottobre 2025 per uno dei nostri percorsi preferiti di trekking, riadattato in modalità trail, per andare a fare il giro dell'Annapurna nell'Himalaya del Nepal.
Mauro sarà la nostra guida ad accompagnarvi, in supporto a quella locale, per farvi respirare a pieni polmoni l’aria sottile ai piedi degli ottomila.

 

Chiediamo quindi a lui, quale esperienza o allenamento è consigliato per intraprendere questo viaggio?

Con Verticalife abbiamo cercato di creare questo viaggio lungo l'annapurna concentrandolo appunto sul trail running ma senza fare delle tappe alla fine troppo impegnative.

Sicuramente lo sconsiglio a chi proprio non è allenato da tempo ed è abbastanza sedentario. Ma io direi che chiunque abbia un minimo di allenamento in corpo con qualsiasi sport dove si alleni regolarmente o comunque se non lo fa regolarmente consiglio di allenarsi almeno due settimane prima di questo viaggio magari un po' più del solito.
Quindi lo consiglio a persone amanti della montagna e dello sport in generale e non esclusivamente ai soli trail runner.

Intervista a Mauro Barberis, guida e trail runner dalle Alpi all’Himalaya

Bisogna correre per forza per concludere le tappe o si può anche solo camminare velocemente?

 Per forza è un termine che non mi piace a prescindere quindi no, non per forza. Se si corre si corre per piacere. Le tappe sono stimate in base ad una buona camminata e con possibili corse nei tratti più corribili. Quindi sarà un mix tra cammino e corsa ma sempre in base al vostro livello e alla vostra voglia di correre o camminare.

Come ti sei organizzato per trasportare il tuo materiale nello zaino durante le tue precedenti esperienze di trail running in Nepal?

Per i miei trekking io mi ero organizzato portandomi con me due pacchi da casa e lasciandoli a Kathmandu, per poi farmeli inviare in due posti strategici per avere qualche ricambio, ma soprattutto un paio di scarpe buone.
Per dire nell'ultima spedizione i pacchi sono arrivati a destinazione, nella prima uno si è perso chissà dove ma è andata bene così. In Nepal non si può mai sapere e bisogna sempre tenersi un margine di imprevedibilità.

Per questo viaggio il bagaglio è previsto il trasporto o si andrà in modalità “light-pack”?

Si viaggerà light pack perché a metà strada  ci sarà un trasporto bagagli dove potremo poi aggiungere qualche roba più pesante per il passo e i microramponcini. In ogni caso consiglio uno zaino in totale non più pesante di 6/7 kg

In alternativa ci sarà anche la possibilità con un supplemento di avere un portatore per tutte le tappe e quindi di avere solo un piccolo zaino da Trail sulle spalle ed essere molto più leggeri.

 

Grazie Mauro per la tua disponibilità e ti auguriamo un buon proseguimento nel piccolo tour che stai facendo di preparazione al Nepal…la Grande Traversata delle Alpi (GTA) del Piemonte! Potete vedere le sue foto e video sul profilo Instagram.
Per chi vuole ricevere più informazioni sulla partenza del tour di trail running attorno all’Annapurna e mettersi in contatto con Mauro per maggiori delucidazioni, contattate i nostri uffici per ricevere i suoi recapiti.

 

Ci vediamo a Kathmandu!

Vuoi organizzare il tuo viaggio?

ISCRIZIONE NEWSLETTER

Una volta al mese ti mandiamo una email con l’anteprima dei nostri viaggi, il calendario delle attività e i consigli sul mondo outdoor. E chiaro, le migliori proposte editoriali del nostro blog!


© 2024 Verticalife. Tutti i diritti riservati. P.IVA 11464190013