Gli Sherpa sono un gruppo etnico proveniente dal Tibet orientale e trasferitosi nella zona est del Nepal, al sud della catena himalayana. Proprio per il luogo in cui hanno scelto di stabilirsi si sono auto-attribuiti il nome Shar pa, letteralmente “uomini dell’est”.
Ma se il nome riflette il punto di arrivo non mancano i riferimenti alla loro origine, come i tratti somatici, il linguaggio, la cultura e la religione.
Il loro linguaggio è infatti lo Sherpali, un mix tra il tibetano (che usano nella forma scritta) e altre lingue locali, tra cui anche il nepalese che viene utilizzato nelle conversazioni con le altre popolazioni locali. Questo popolo predilige uno stile di vita pacifico, mite e prudente; la loro cultura attribuisce molta importanza all’ospitalità, per essi è infatti impensabile che un ospite lasci la loro abitazione senza prima aver mangiato e bevuto a sazietà

Gli Sherpa hanno un incredibile rispetto per la dignità dell’uomo: se qualcuno infrange il codice morale non viene disprezzato pubblicamente. L’espiazione di tutti i peccati commessi durante l’anno avviene durante una celebrazione, Nyugne, essendo essa concepita come una penitenza è l’unica tra le feste sherpa in cui non si beve, non si canta e non si balla.
Durante le altre festività, al contrario, esprimono il loro animo di popolo festoso. Nella colorata festa del Mani Rimdu, celebrata quattro volte all’anno, i monaci indossano maschere per spaventare gli spiriti malvagi.
Secondo il Nyingmapa, la setta buddista più antica del Tibet, nonché la loro religione, esistono numerosi dèi e demoni che vivono in tutte le cose e che devono essere venerati o placati attraverso antiche pratiche sciamaniche. Lo stesso Everest è considerato la “Madre del Mondo”.
Altra cerimonia molto importante è quella dell’attribuzione del nome; durante questo rito il lama (leader spirituale buddista) decide il nome del neonato in base al giorno e all’ora della nascita. Per le strade di Khunde, Khumjung o Namche Bazar, centri della vita e della cultura sherpa, è molto comune sentir chiamare gli abitanti con i giorni della settimana.

Presso gli Sherpa esiste una suddivisione in due caste: i Khadeu e i Khamendeu. Quest’ultima è composta dagli schiavi liberati, i loro discendenti e gli immigrati giunti dal Tibet in tempi più recenti. Gli appartenenti alle due classi sociali non vivono un’esistenza nettamente separata ma, ad esempio, se seduti al tavolo insieme non possono bere dallo stesso bicchiere e se si sposano il matrimonio comporta automaticamente la degradazione del coniuge Khadeu e dei figli.
Sempre per quanto riguarda il matrimonio gli Sherpa tendono a cercar legami con altri clan, detti ru, creando unioni al di fuori del proprio. Solitamente prediligono la monogamia ma, seppur raramente, si possono incontrare casi di poliandria.

Storicamente gli Sherpa hanno sempre fondato la loro economia sull’agricoltura a bassa quota, sull’allevamento di bestiame di altura e sul commercio di prodotti, come sale e lana, tra Nepal e Tibet.
Dopo l’occupazione cinese del Tibet, a metà Novecento, ci fu un’apertura delle frontiere nepalesi verso il resto del mondo e anche gli Sherpa trovarono nel turismo una nuova forma di guadagno. Il territorio himalayano cominciò ad esercitare un forte potere attrattivo per gli escursionisti che partivano alla conquista delle più alte vette del mondo, prima tra tutte quella dell’Everest.
Il ruolo degli Sherpa in questo contesto divenne quello di guide alpine, anche con il compito di mettere in sicurezza i percorsi, e di portatori di carichi pesanti, talvolta superiori ai 70 chilogrammi, con il fine di consentire agli alpinisti di raggiungere le vette più agevolmente.
Nei primi tempi questo lavoro veniva considerato dalla popolazione come blasfemo, poiché comportava violare territori sacri, e la paga era davvero miserabile. Al giorno d’oggi è un’importante chiave del business del popolo e per il singolo è fonte di orgoglio nonché di guadagno, in particolar modo per coloro che negli anni hanno acquisito una buona reputazione come accompagnatori.
Questa attività alpina e di trekking è anche facilitata da una loro specifica caratteristica fisica congenita. Gli Sherpa posseggono infatti polmoni voluminosi, non incorrono nel rischio di iperventilazione e il loro sangue è ricco di emoglobina, il che favorisce un maggior apporto di ossigeno al cervello.
Gli Sherpa detengono non pochi record in questo ambito: Tenzing Norgay fu, nel 1953, una delle prime due persone (insieme a Edmund Hillary) a conquistare la vetta dell’Everest; nel 2011 Apa Sherpa divenne famoso per il record mondiale di aver scalato l’Everest 21 volte.
La reputazione degli Sherpa come eccellenti portatori e guide alpine e la conseguente attrazione di parecchi turisti ha sicuramente portato a cambiamenti nella loro società senza però sradicare del tutto le loro tradizioni.

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