La costiera amalfitana è uno dei posti belli del mondo, famosa per le sue incredibili città arroccate tra montagna e mare, i suoi panorami mozzafiato e il suo mare blu cristallino.
La storia dell'arrampicata in costiera tuttavia è cronaca recente. Se oggi questa regione del sud Italia esiste sulla mappa dei climber molto lo si deve ad Oreste Bottiglieri, forte scalatore, alpinista, prolifico chiodatore e soprattutto da sempre grande promotore della sua terra tramite la Climbing House (www.climbinghouse.it).
È stato proprio un mio caro amico, un parente di Oreste, a parlarmi della costiera per la prima volta. Io vivevo ancora a Londra e mi sono subito messo all'opera per organizzare nel 2009 il mio primo viaggio in costiera. Seguiranno altri tre viaggi negli anni a seguire, il più recente neanche un mese fa, e questo forse più di ogni altra cosa racconta quanto sia attratto da questo luogo magico.
La roccia della costiera è un calcare molto vario e sempre di ottima qualità. L'arrampicata sportiva non è ancora così diffusa tra i local come lo è dalle nostre parti. I frequentatori della costiera verticale sono, infatti, perlopiù forestieri, italiani o stranieri. Le falesie non sono mai state prese d'assalto e la roccia dopo tutti questi anni è ancora in condizioni perfette. Sono davvero pochissime le vie logorate dai passaggi dei climber e non è raro trovarsi soli in falesia.
Il sito di scalata più importante nella zona di Amalfi è Punta d'Aglio, non lontano dalla famosa Ravello, dove ho fatto base durante i miei primi viaggi. Una volta in questa zona si arrampicava anche a Torre dello Ziro. Purtroppo l'immensa opera di chiodatura di Oreste è stata resa vana dall'installazione di reti di contenimento. Rimane tuttavia qualche linea molto estetica nel settore più difficile, uno strapiombo affacciato sull'abitato di Amalfi e il suo mare. Da Pontone, una frazione di Scala, si raggiunge invece Punta d'Aglio, un impressionante paretone verticale molto alto che ospita anche qualche via di più tiri.
Il sentiero che porta a Punta d'Aglio nasconde la falesia fino all'ultima curva. Il colpo d'occhio è davvero notevole e la passeggiata molto piacevole. Questo è il regno della scalata tecnica, precisa e delicata. La roccia è un calcare che va dal rosso al grigio, sempre molto compatto dove non mancano canne e concrezioni sui tiri più strapiombanti. La scelta dei gradi è ampia e tutti si possono divertire.

A est di Amalfi ci sono altri centri importanti, come Monte San Liberatore o Capo d'Orso, mentre a ovest troviamo la falesia di Furore, località famosa per il suo fiordo vertiginoso. Tuttavia la zona che forse più di altre sta attirando l'attenzione dei climber negli ultimi anni è il regno di strapiombi, canne e stalattiti attorno a Montepertuso, sopra Positano: un paradiso verticale all'interno del Parco Regionale dei Monti Lattari, meta dei miei ultimi viaggi.
Non è possibile oggi parlare di Positano senza parlare anche di Cristiano Bacci e della sua Associazione La Selva (www.associazionelaselva.it), una realtà nata nel 2002 in un posto idilliaco, base per il pellegrinaggio di climber e yogi da tutta Europa
Negli anni Cristiano, veneto di origine, piemontese di adozione e "selvaggio amalfitano" per scelta, ha promosso e partecipato in prima persona alla chiodatura e sviluppo di tutti i settori dell'area. I "chiodatori dal nord", anche qualche nome illustre, sono arrivati a più riprese e il risultato oggi è un'area molto vasta, con settori che offrono una scalata varia, prevalentemente in strapiombo, con tiri lunghi e di continuità nello stile del momento, anche se non mancano muri verticali e neanche qualche via lunga. Il potenziale nonostante le tante vie già presenti e l'incessante lavoro di chiodatura resta immenso.
I settori Brigante Mirabella, Paretone, Cannabis e U' Piscione non sono altro che un assaggio. Non si può non fare visita al Monte Gambera, dove ci sono tiri strepitosi da scalare al cospetto del famoso "pertuso". Per non parlare dell'impressionante Grotta dei Gufi, che nei viaggi precedenti ho più volte guardato dalle terrazze de La Selva da lontano chiedendo a Cristiano: "ma lì non si scala?" Una scusa in più per tornare…

I tiri dell'area di Positano richiedono mediamente braccia forti e buona continuità, i gradi non sono mai olimpici, ma per divertirsi conviene avere almeno un solido 6c a vista.
Abbondano i gradi "7", ma sono sempre del genere di resistenza e non presentano quasi mai passaggi di blocco. Qualche tiro appoggiato più abbordabile si trova alla Falesia della Selva.

A ovest di Positano troviamo infine una piccola perla: Punta Campanella. Qui una via da sola vale il viaggio: Blu. Si tratta di quattro tiri che riscoprono in parte una vecchia linea, su una parete di calcare bianchissimo, chiodata da Cristiano Bacci e Francesco Galasso (www.direzioneverticale.it) un entusiasta scalatore e chiodatore seriale della zona. Qui si scala anche su monotiri, ma è l'ambiente e il mare che fa da cornice a rendere l'esperienza "Blu" indimenticabile.
La costiera ovviamente offre molto di più. Qui si passeggia, si fa il bagno, si cammina per sentieri panoramici, si mangia benissimo, si contemplano scenari e tramonti indimenticabili. Per il rude scalatore, tuttavia, ecco qui un po' d'informazioni utili prima di partire.
Non è difficile trovare settori all'ombra, ma non dimenticate che qui d'estate si fatica a respirare fuori dall'acqua. Il periodo migliore è sicuramente l'autunno avanzato, da ottobre in poi, e la primavera fino quando le temperature non sono eccessivamente alte. Non piove tanto in costiera, ma in caso di pioggia i settori all'asciutto sono quasi tutti nella zona di Positano. Se di giorno si sta bene la sera può fare un po' fresco.
Sconsiglio la costa, eccessivamente costosa per il portafoglio parco degli scalatori. Oltre a La Selva per l'area di Positano, dove si può anche campeggiare, i tanti B&B sulle colline hanno spesso dei buoni prezzi, sono puliti e alcuni hanno anche un angolo cottura, utile per non trovarsi a dover uscire tutte le sere.
Anche in questo caso è da evitare la costa dove si mangia a caro prezzo e la qualità è turistica. Cercate una trattoria o agriturismo lontano dal mare e mangerete sicuramente bene senza andare in bancarotta. Piatto da provare assolutamente: zuppa saracena.
Meno usate la macchina, meglio è. La statale che percorre la costa è spesso trafficata, passa in mezzo ai centri abitati ed è piena di curve. Fare 10 km può richiedere molto più tempo di quanto preventivato. Volendo esplorare tutta la costa e avendo abbastanza giorni a disposizione, forse è meglio pensare di fare tappa in due posti diversi secondo la zona prescelta, con l'eccezione di Punta Campanella che merita un viaggio a parte.
Una corda da 70 m basta per la maggioranza delle vie. Con una da 80 m non ci si fa mancare nulla. La chiodatura è sempre sicura, mai eccessivamente distanziata. 12 rinvii possono bastare, ma con 16 si fanno anche i tiri più lunghi. Se si vuole fare qualche via lunga, portare una normale dotazione da vie.
Versante Sud pubblica Malopasso, opera di Oreste Bottiglieri. Una nuova edizione è in uscita a breve e in linea di massima è tutto ciò che serve per esplorare l'area e divertirsi. Per la zona di Positano, può essere utile fare visita all'Associazione La Selva per gli aggiornamenti dell'ultima ora. Per la cronaca circola anche un'altra guida, Costa d'Amalfi, edizioni Vertical-Life, che vanta anche una app per smartphone.
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